Un Nuovo Cielo Sopra Berlino

7 11 2009

9 Novembre 1989 : Una data che cambia il corso della storia.

Cade il Muro che ha diviso dal  1961 profondamente la Germania e Berlino in Est ed Ovest, mutando così l’assetto politico, economico, sociale, europeo e del mondo.

Crolla la Cortina di Ferro che si era creata nel Mondo tra il fronte Orientale ed Occidentale, verso un nuovo futuro di Unità e Pace che trova il suo compimento il 3 ottobre del 1990.

Vent’anni di RI-costruzione, di RI-nascita, con alle spalle un passato da non perdere di vista, per cercare di creare un solido futuro con una nuova consapevolezza, lasciandosi l’incubo di una DDR  da estirpare, il Check- point  e gli ultimi brandelli di Muro come memorandum per non dimenticare e non commettere gli stessi sbagli.

“In questi vent’anni Berlino è cresciuta insieme, l’est e l’ovest, in un laboratorio sociale che viene osservato in tutto il mondo”, asserisce  il borgomastro Klaus Wowereit inaugurando la prima di una lunga serie di manifestazioni che si terranno a Berlino in questi giorni.
“Quando cadde la barriera, nessuno voleva più vedere il Muro, i cittadini si armarono di scalpelli e iniziarono a distruggerlo con le loro mani. Poi vennero le ruspe e in breve tempo, di quella ferita, non rimasero che pochi resti. Oggi si discute se, per motivi storici e turistici, non sarebbe stato meglio conservarne una parte, in modo da mantenere visivamente viva la memoria dei danni che una dittatura produce. Ma abbiamo aperto dei memoriali, ci sono supporti tecnologici per ripercorrere le tracce della storia e oggi presentiamo un fitto programma che ci accompagnerà lungo tutto il 2009”.

Per la città si trovano, nonostante tutto, vestige sparse di una realtà che mostra le sue ferite con grande dignità. Il Check Point Charlie è diventato un museo, sul versante orientale del Muro sorge  la East Side Gallery, dove per un kilometro migliaia di artisti hanno creato vere e proprie opere d’arte che hanno come tema ricorrente la libertà, il modernissimo Sony Center, sembra essere un inno alla vita, nell’ assordante compostezza della Potsdamer Platz che indossa un nuovo abito, che sembra  forgiato per l’occasione da Renzo Piano e Helmut Jahn.

In tutto il mondo manifestazioni, mostre, spettacoli, concerti, per festeggiare la LIBERTA’ un diritto di tutti, che, ancora, in alcune realtà sembra essere un privilegio.

La storia ci insegna a porre fine agli orrori e rimediare agli sbagli con l’esperienza. Perché le colpe dei padri non ricadano sui figli.

Per RICORDARE e non NASCONDERE, ma DENUNCIARE ogni abuso, contro  tutti  i muri e le barriere per non rimanere da soli, ma essere parte della stessa realtà.

muro

“Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino e quindi, come uomo libero, io sono un berlinese”

( J.F. Kennedy)

 

 

 





Acrostico Mariateresa

6 11 2009

Mentre scende la notte,
Aspetto.
Rosse nuvole
Intrise di  Attimi,
Titubanti
Errano.
Rapide
E
S
inuose
Ancora.





Cambiare e Integrare… Can we do it?

24 10 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Obama, one year after .

Sembra portare fortuna al Presidente americano questa scansione temporale.

Il giorno dopo  l’elezione, risultato di un anno di campagna elettorale perseguita con ogni mezzo, pardon, media e a furor di popolo, Obama era già un eroe mondiale.

Un anno dopo è premio Nobel per la sua politica internazionale ad ampio raggio: dalla Cina all’ Iran, non trascurando anche la Russia.

La parola d’ordine?

COLLABORARE, attraverso il dialogo e la negoziazione.

Un vero CHANGE nella politica americana che vede coinvolte istituzioni, polizia, sicurezza in un rapporto di fiducia con lo Stato, verso un sistema liberale di integrazione e democrazia a livello internazionale.

Perché, come ha dimostrato il Presidente stesso: non esistono barriere invalicabili in una società , ormai, globalizzata.

Dopo l’11 Settembre il mondo si è ritrovato unito davanti le macerie di una politica troppo chiusa in se stessa ed è divenuto consapevole che la sicurezza sia una necessità  generale.

Il rischio atomico, il terrorismo, le armi chimiche, non sono fenomeni isolati, secondo Ikenberry (esperto di relazioni internazionali), possono essere efficacemente combattuti con un sistema efficiente di alleanze.

 Si punta ad una politica di distensione verso Cina e Russia, un tempo acerrimi nemici, senza tralasciare i paesi dell’ Islam rassicurandoli del  fatto che: «L’America non è in guerra con l’Islam. Le novità portate dalla globalizzazione hanno portato molti musulmani a percepire l’Occidente come ostile alle tradizioni dell’Islam».  

Inoltre, il capo della casa Bianca non ha trascurato il problema delle donne islamiche mostrandosi sensibile ai loro diritti, ha speso parole fiduciose anche sulla religione, dichiarando che la libertà religiosa sia “centrale per la possibilità dei popoli di vivere insieme”. Il conflitto arabo-palestinese non è stato messo da parte, piuttosto, è divenuto il nodo centrale per il quale l’America si batterà  personalmente per ridare legittimità alle aspirazioni dei  palestinesi di un proprio Stato e rassicura gli Israeliani  che “gli insediamenti verranno fermati” .

Obama, infine, sfata l’incubo dell’ 11 Settembre che ha portato l’Occidente e l’America a vedere l’Islam come un nemico da combattere, escludendo la possibilità di trovare in esso un alleato, asserendo solenne: «A nessuna nazione deve essere concesso di avere armi nucleari e ogni nazione, come l’Iran, dovrebbe avere il diritto di accesso al nucleare per scopi pacifici». Gli Usa non hanno come scopo una presenza a lungo termine in Afghanistan. «Non vi sbagliate, noi non vogliamo mantenere le nostre truppe in Afghanistan, non puntiamo ad avere basi lì».

… Cosa ne pensano i diretti interessati?





Chi ha imbavagliato Peter Pan?

20 10 2009

 

“C’ era una volta  … “

 

ma questa volta la favola non si conclude con un: ” E vissero tutti felici e contenti!”.

Le bambine e i bambini di Phnom Penh (Cambogia) non hanno un eroe che li possa salvare dal loro  amaro destino.  La Cambogia, infatti, ha la fama di essere un Paradiso per malviventi, spacciatori e pedofili che investono i propri profitti sui minorenni, colpevoli di dover fare i conti con la miseria e gli stenti.

Non è raro sentire per le strade contrattazioni e offerte quali: “ Per venti dollari posso offrirti una bambina di 10 anni, con qualcosa in più anche il fratellino”. Anche gli autisti, propongono i bordelli come mete turistiche, d’altronde le ragazzine, soprattutto se vergini, sono merce pregiata.

L’ 80% delle bambine e il 65% dei bambini dagli 8 ai 15 anni sono  i capitali di questo “mercato della vergogna”, anzi un vero e proprio business!  L’ affare, infatti, vede coinvolti non soltanto i cambogiani, ma una rete molto più vasta, quasi mondiale. Il “lupo cattivo” si insidia tra i Francesi, americani, australiani,  tedeschi, ma i peggiori sono gli asiatici, perché più difficili da  intercettare, in quanto si confondono con la popolazione locale. Le autorità stanno muovendo i primi passi contro questo fenomeno commerciale in crescita, ma il problema più grande contro il quale lottare è l’ indifferenza generale nei confronti delle famiglie che vivono nella miseria e spinti dalla disperazione sono costretti a far prostituire i figli o venderli al miglior acquirente per riuscire a sopravvivere.

Infanzia violata, sogni infranti e le ferite inferte a queste povere creature non si cicatrizzeranno mai completamente, lasciando sempre un solco profondo, pronto a riaprirsi. Anime svuotate dei sogni che nessuno potrà restituire, alle quali nessuno potrà ridare il sorriso, né la libertà di denunciare i loro aggressori, perché vittime della paura e dei sensi di colpa.

Sebbene non si faccia che ripetere: “Va tutto bene, è inutile creare allarmismi “; sarebbe opportuno  non perdere  di vista la realtà. Perché anche questi bambini possano vivere la loro favola e aver diritto ad una propria dignità.

Perché  giocare per un bambino non è un optional, ma una necessità.

 

 

Via le mani dagli occhi,

è ora di porre fine a questo scempio!

 





The (Un)Glorious Politic

16 10 2009

Un intervento un po’ insolito per iniziare a dar vita a questo mio spazio, quasi un’ irruzione, ma in questo periodo molto sentito.

Obama il presidente più amato degli Stati Uniti, riceve il Nobel per la Pace per il suo impegno contro il nucleare, per una politica nel pieno senso della parola, volta alla diplomazia e cooperazione tra i popoli e con gli organismi internazionali.

Una figura carismatica, un leader volto al bene comune, che sembra voler dare una svolta alla politica  interna e mondiale, con una lezione di grande umiltà.

L’Italia?  Applaude e incoraggia il Presidente ad andare avanti, nonostante i detrattori. Lo erge come modello, elogiando la politica d’azione e il suo essere il “Presidente del popolo”.

A questo proposito il premier italiano asserisce solenne: «È un investimento sul futuro, perché un presidente Nobel per la Pace sarà tenuto a un comportamento assolutamente ecumenico nei confronti di tutti». Che anche in Italia si perorino cause di “santificazione”?

D’altronde in questi ultimi tempi la kermesse italiana è molto ricca di personaggi e vicende che non passano inosservati: l’attacco Binetti, il mettere in dubbio l’autorevolezza del Presidente della Repubblica per  la non approvazione dello scandalo Lodo-Alfano, con l’accusa di avere una Consulta e il massimo esponente dello Stato, a dirla col Premier  “di sinistra”.

Episodi che spingono a riflettere, riescono a suscitare un sorriso, ma con un retrogusto amaro in bocca.

Anche l’Italia, dunque, può vantare  una politica d’eccezione,

anzi, da NOBEL !





Hello world!

16 10 2009

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