Cambiare e Integrare… Can we do it?

24 10 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Obama, one year after .

Sembra portare fortuna al Presidente americano questa scansione temporale.

Il giorno dopo  l’elezione, risultato di un anno di campagna elettorale perseguita con ogni mezzo, pardon, media e a furor di popolo, Obama era già un eroe mondiale.

Un anno dopo è premio Nobel per la sua politica internazionale ad ampio raggio: dalla Cina all’ Iran, non trascurando anche la Russia.

La parola d’ordine?

COLLABORARE, attraverso il dialogo e la negoziazione.

Un vero CHANGE nella politica americana che vede coinvolte istituzioni, polizia, sicurezza in un rapporto di fiducia con lo Stato, verso un sistema liberale di integrazione e democrazia a livello internazionale.

Perché, come ha dimostrato il Presidente stesso: non esistono barriere invalicabili in una società , ormai, globalizzata.

Dopo l’11 Settembre il mondo si è ritrovato unito davanti le macerie di una politica troppo chiusa in se stessa ed è divenuto consapevole che la sicurezza sia una necessità  generale.

Il rischio atomico, il terrorismo, le armi chimiche, non sono fenomeni isolati, secondo Ikenberry (esperto di relazioni internazionali), possono essere efficacemente combattuti con un sistema efficiente di alleanze.

 Si punta ad una politica di distensione verso Cina e Russia, un tempo acerrimi nemici, senza tralasciare i paesi dell’ Islam rassicurandoli del  fatto che: «L’America non è in guerra con l’Islam. Le novità portate dalla globalizzazione hanno portato molti musulmani a percepire l’Occidente come ostile alle tradizioni dell’Islam».  

Inoltre, il capo della casa Bianca non ha trascurato il problema delle donne islamiche mostrandosi sensibile ai loro diritti, ha speso parole fiduciose anche sulla religione, dichiarando che la libertà religiosa sia “centrale per la possibilità dei popoli di vivere insieme”. Il conflitto arabo-palestinese non è stato messo da parte, piuttosto, è divenuto il nodo centrale per il quale l’America si batterà  personalmente per ridare legittimità alle aspirazioni dei  palestinesi di un proprio Stato e rassicura gli Israeliani  che “gli insediamenti verranno fermati” .

Obama, infine, sfata l’incubo dell’ 11 Settembre che ha portato l’Occidente e l’America a vedere l’Islam come un nemico da combattere, escludendo la possibilità di trovare in esso un alleato, asserendo solenne: «A nessuna nazione deve essere concesso di avere armi nucleari e ogni nazione, come l’Iran, dovrebbe avere il diritto di accesso al nucleare per scopi pacifici». Gli Usa non hanno come scopo una presenza a lungo termine in Afghanistan. «Non vi sbagliate, noi non vogliamo mantenere le nostre truppe in Afghanistan, non puntiamo ad avere basi lì».

… Cosa ne pensano i diretti interessati?


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